Berlusconi e la stampa estera

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Messi d'oro sulle colline





André Aciman







































































sezione racconti: Rinascita


poesia d'autore

foto ufficiale mercurio

Prima pagina



Ecco la prima pagina del primo numero de "IL MERCURIO" (cliccate sopra per vederla meglio!)

Leggete, commentate, diffondete e sopratutto criticate!

Alessandro

sommario

In questo numero:

1) Editoriale http://ilmercurio.blogspot.com/2009/06/editoriale.html

2) Politica: il mondo dei privilegi http:// ilmercurio.blogspot.com/2009/06/politica_4983.html

3) Politica: Saccu leggiu ilmercurio.blogspot.com/2009/06/politica_01.html

4) Politica: Le candidature alle europee ilmercurio.blogspot.com/2009/06/politica.html

5) Attualità: Quando gli italiani erano negri – mozzarella ilmercurio.blogspot.com/2009/06/attualita_01.html

6) Attualità: Il disastro della Saras ilmercurio.blogspot.com/2009/06/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html

7) Attualità: Togliamo la Sardegna dalla graticola degli incendi ilmercurio.blogspot.com/2009/06/attualita.html

8) Inchiesta: Pianeta Donna ilmercurio.blogspot.com/2009/06/inchiesta_9573.html

9) Inchiesta: I soprannomi dei nostri giovani ilmercurio.blogspot.com/2009/06/inchiesta_2539.html

10) Inchiesta: S.o.s. nocchieri cercasi ilmercurio.blogspot.com/2009/06/inchiesta_01.html

11) Esteri: Brevissime dal mondo ilmercurio.blogspot.com/2009/06/v-behaviorurldefaultvml-o.html

12) Cultura: ll declino del teatro ilmercurio.blogspot.com/2009/06/inchiesta.html

13) Cultura: Lo specchio nella letteratura ilmercurio.blogspot.com/2009/06/i-particolari-della-letteratura.html

14) Cultura: Bertold Brecht e la fugacità dell’esistenza ilmercurio.blogspot.com/2009/06/bertold-brecht.html

15) Poesia: Pablo Neruda ilmercurio.blogspot.com/2009/05/poesie-dautore_31.html

Editoriale

Come potete vedere l’Italia è colorata in maniera divergente rispetto ai paesi europei e industrializzati in generale.


Italia, paese parzialmente libero

La Freedom House è un’organizzazione statunitense che ha come obiettivo la difesa della libertà nel mondo. Annualmente compila un rapporto che descrive la situazione della libertà di stampa nelle varie nazioni del globo. L’Italia, anno dopo anno, è protagonista di una curva discendente che non può che generare preoccupazione. Il declassamento da “Paese libero” a “Paese parzialmente libero” è avvenuto per delle cause molto chiare che rappresentano uno dei mali attuali del nostro paese:

Nonostante l'Europa Occidentale goda a tutt'oggi della più ampia libertà di stampa, l'Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà dei media".

In queste poche righe sono contenuti degli elementi davvero interessanti.

Innanzitutto il paragone con il resto dell’Europa, dove la libertà di stampa viene definita con l’aggettivo “ampia” sottolineando tale fondamentale valore. Rappresentiamo dunque un’eccezione nel vecchio continente, una macchia con la quale sporcare l’immagine degli altri paesi dove l’informazione resta un mezzo affidabile per garantire la verità ai cittadini.

In secondo luogo registriamo le accuse rivolte ai sistemi legislativi e giudiziari italiani, colpevoli di aver redatto leggi e sentenze in favore della limitazione della libertà di stampa operando con azioni contrarie al civile buonsenso.

Determinano ancor maggiore stupore i ruoli assegnati alla criminalità organizzata e alle associazioni di estrema destra, purtroppo non per gli effetti intimidatori che essi creano, ma per la coscienza che all’estero hanno di questa vergognosa influenza.

Ultimo elemento d’imputazione che leggiamo in questo breve testo è l’eccessiva concentrazione della proprietà dei media. Senza alcun dubbio possiamo identificarlo come il più grave, dato che questo possesso lo ritroviamo nelle mani del capo del governo, con un palese conflitto d’interessi senza eguali nei paesi europei. Attraverso il ruolo ricoperto nel governo, Silvio Berlusconi controlla di fatto la televisione di Stato mentre da imprenditore privato detiene la proprietà di tre canali liberi, tra i più seguiti in Italia. Un impero che gli garantisce campagne elettorali pilotate e spesso determinate da una visibilità scorretta rispetto agli antagonisti.

Attualmente l’Italia ricopre il 71° posto nella classifica generale, facendo compagnia a Israele e Benin, non lontano dai 64 paesi considerati universalmente “non liberi”.

Il fatto più paradossale è che i giornali e i telegiornali in Italia hanno parzialmente o completamente ignorato tale notizia. Una voce ufficiale, proveniente dall’estero, in grado di far conoscere la situazione in cui siamo tristemente precipitati e che la maggior parte della popolazione italiana ignora totalmente. Un esempio di come veniamo giudicati al di fuori dei confini del nostro paese. Un’occasione, infine, per sancire un volenteroso cambiamento di rotta, auspicato solo a parole e allontanato sempre più dalle decisioni dei nostri governanti.

Questo blog giornalistico vuole contribuire a questa possibile inversione di rotta con articoli veritieri e, se necessario, poco indulgenti verso una politica che reprime e ignora le voci del popolo senza neanche provare ad ascoltarle.



Alessandro Frau



politica

Il parlamento, mondo utopico di privilegi.


La società moderna prepara i giovani alla costruzione di una carriera attraverso un percorso di studio ben delimitato. I futuri medici, ingegneri, insegnanti, attori imboccano una strada universitaria precisa, costituita da varie tappe: dalla laurea alla specialistica, dai master ai concorsi fino al traguardo tanto ambito del lavoro.

Ciò avviene per tutti i mestieri tranne che per quello del politico. Negli ultimi tempi questa privilegiata e delicata professione viene assegnata quasi per investitura nobiliare attraverso il placet del monarca o dei suoi nobili che, attraverso un colpo di spada sulle spalle ed un breve giuramento, elevano affettuosi e riconoscenti sottoposti al blasonato rango di aristocratici.

I politici costituiscono, nel loro mondo dorato, una sorta di esclusivo Club. L’ammissione a questo circolo esclusivo è da sempre assai difficile. Fino a qualche tempo fa bisognava presentare un consistente numero di attestati, titoli di studio, anni di gavetta per il bene del partito e altre dimostrazioni di capacità e attaccamento alla causa. Ora tutto ciò passa in secondo piano. I requisiti moderni riguardano le capacità di ballo, recitazione, canto e soprattutto un bell’aspetto fotogenico. L’unica altra strada percorribile per ottenere l’ammissione in questo Club è la presentazione diretta di un vecchio membro che spiani la strada per l’accettazione diretta. Una strada difficile perché non tutti possono permettersi di avere un protettore e di chiamarlo con affettuosi nomignoli e appellativi.

Come avveniva nei tempi antichi, la casta che ci governa rappresenta la classe sociale più elevata con annessi tutti i benefici che nel passato distinguevano i nobili della corte dal popolo illetterato e ignorante. Nei loro forzieri accumulano ricchezze possedendo terre e manieri in tutto il territorio. Usufruiscono dei trasporti del regno senza alcun ritegno spostandosi in lungo e in largo a loro piacimento. Si recano nei luoghi di svago (stadio-teatro-cinema) senza contribuire alla diffusione dello sport e dell’arte pur avendo le tasche traboccanti di soldi unti. Si riempiono lo stomaco con le prelibatezze più ricercate organizzando cene luculliane, senza corrispondere il dovuto per la fatica ai fornelli dei poveri cuochi del reame. Possono avvalersi dei servigi dei medici più preparati scavalcando con grandi passi i sudditi in fila da varie idi e calende.

Una grande differenza però distingue i governanti dei tempi antichi rispetto a quelli della modernità. I nobili delle antiche Signorie portavano grandi privilegi al prestigio delle loro città. Accoglievano artisti e personalità di spicco e abbellivano il loro regno, cercando di garantire lo status di vita migliore per i propri sudditi pur mantenendo con loro un divario d’importanza e di rango evidente. Oggi, i nostri nobili-politici accolgono figure meno conosciute del mondo artistico ma spesso ben note in altri ambiti, leciti e meno leciti. Concedono l’avvallo per la costruzione di mostri di cemento in luoghi da preservare, distruggendo in tal modo le bellezze naturali della nazione. Ignorano con visibile menefreghismo il malessere dei propri asserviti cittadini pretendendo inoltre di venire considerati come loro pari.

Un unico quesito nasce spontaneo. Perché nel passato questa forma di governo era chiamata con vari termini tipo Monarchia, Regno, Signoria mentre oggi è etichettata come Democrazia?

Probabilmente perché il popolo illetterato e ignorante della Storia non aveva alcuna possibilità di scelta riguardo i propri governanti dovendo accettare il loro incontrastato dominio. Attualmente il popolo, colto e preparato, possiede questa facoltà di preferenza ma attraverso il voto riesce solo a ufficializzare quello che nel passato si otteneva con la forza.



Alessandro Frau

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