ATTUALITA'

Togliamo la Sardegna dalla graticola degli incendi


Fra poco la Sardegna sarà nuovamente sopra la graticola come ogni anno. Gli abominevoli del nostro tempo con la loro criminalità si scateneranno, per seminare, distruzioni e terrore in tutta l’isola. Vaste estensioni di colline si vestiranno a lutto.

E di vero lutto si tratta se si pensa che dal 1989 hanno perso la vita negli incendi una cinquantina di persone.

Come far fronte ad una simile calamità?

Alla capacità organizzativa della Forestale e dei Vigili del Fuoco, bisogna unire la dotazione straordinaria di mezzi di spegnimento e di prevenzione di cui si registra l’assoluta mancanza: una vera flotta aerea di 7 Canadair e 15 elicotteri di ultima fabbricazione, capaci di trasportare 10mila litri d’acqua per volta, di stanza negli aeroporti sardi, sempre pronti a spiccare il volo, senza aspettare che arrivi un aereo da Pisa; ripulitura del terreno dalle stoppie nelle zone più a rischio; controllo del territorio; organizzazione presso i Comuni di squadre di volontari per la tutela dell’ambiente, come avviene già in qualche Comune; riorganizzazione delle Compagnie Barracellari, presso i comuni delle zone boschive; sistema di avvistamento per l’informazione in tempo reale dell’inizio del’incendio.

A tale lotta la Regione deve destinare somme ingenti. Se gli continueranno a divorare il nostro patrimonio boschivo, in fumo se ne andranno anche le speranze di ogni crescita economica e di ogni prospettiva di sviluppo sociale. Allora non avremo più un assessorato alla tutela dell’ambiente ma un assessorato alla tutela delle ceneri e la Sardegna vivrà un'altra triste Quaresima, senza speranza di Risurrezione.




Vincenzo Mereu



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