Editoriale

Come potete vedere l’Italia è colorata in maniera divergente rispetto ai paesi europei e industrializzati in generale.


Italia, paese parzialmente libero

La Freedom House è un’organizzazione statunitense che ha come obiettivo la difesa della libertà nel mondo. Annualmente compila un rapporto che descrive la situazione della libertà di stampa nelle varie nazioni del globo. L’Italia, anno dopo anno, è protagonista di una curva discendente che non può che generare preoccupazione. Il declassamento da “Paese libero” a “Paese parzialmente libero” è avvenuto per delle cause molto chiare che rappresentano uno dei mali attuali del nostro paese:

Nonostante l'Europa Occidentale goda a tutt'oggi della più ampia libertà di stampa, l'Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà dei media".

In queste poche righe sono contenuti degli elementi davvero interessanti.

Innanzitutto il paragone con il resto dell’Europa, dove la libertà di stampa viene definita con l’aggettivo “ampia” sottolineando tale fondamentale valore. Rappresentiamo dunque un’eccezione nel vecchio continente, una macchia con la quale sporcare l’immagine degli altri paesi dove l’informazione resta un mezzo affidabile per garantire la verità ai cittadini.

In secondo luogo registriamo le accuse rivolte ai sistemi legislativi e giudiziari italiani, colpevoli di aver redatto leggi e sentenze in favore della limitazione della libertà di stampa operando con azioni contrarie al civile buonsenso.

Determinano ancor maggiore stupore i ruoli assegnati alla criminalità organizzata e alle associazioni di estrema destra, purtroppo non per gli effetti intimidatori che essi creano, ma per la coscienza che all’estero hanno di questa vergognosa influenza.

Ultimo elemento d’imputazione che leggiamo in questo breve testo è l’eccessiva concentrazione della proprietà dei media. Senza alcun dubbio possiamo identificarlo come il più grave, dato che questo possesso lo ritroviamo nelle mani del capo del governo, con un palese conflitto d’interessi senza eguali nei paesi europei. Attraverso il ruolo ricoperto nel governo, Silvio Berlusconi controlla di fatto la televisione di Stato mentre da imprenditore privato detiene la proprietà di tre canali liberi, tra i più seguiti in Italia. Un impero che gli garantisce campagne elettorali pilotate e spesso determinate da una visibilità scorretta rispetto agli antagonisti.

Attualmente l’Italia ricopre il 71° posto nella classifica generale, facendo compagnia a Israele e Benin, non lontano dai 64 paesi considerati universalmente “non liberi”.

Il fatto più paradossale è che i giornali e i telegiornali in Italia hanno parzialmente o completamente ignorato tale notizia. Una voce ufficiale, proveniente dall’estero, in grado di far conoscere la situazione in cui siamo tristemente precipitati e che la maggior parte della popolazione italiana ignora totalmente. Un esempio di come veniamo giudicati al di fuori dei confini del nostro paese. Un’occasione, infine, per sancire un volenteroso cambiamento di rotta, auspicato solo a parole e allontanato sempre più dalle decisioni dei nostri governanti.

Questo blog giornalistico vuole contribuire a questa possibile inversione di rotta con articoli veritieri e, se necessario, poco indulgenti verso una politica che reprime e ignora le voci del popolo senza neanche provare ad ascoltarle.



Alessandro Frau



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