ATTUALITA'

IL DISASTRO DELLA SARAS


Tre vite sono state spezzate dai velenosi miasmi che la Saras diffonde ogni giorno intorno a Sarroch, un piccolo paese in provincia di Cagliari. L’industria di proprietà dei fratelli Moratti è una delle più grandi e importanti raffinerie di petrolio in tutta Italia. Provvede, infatti, al 15% giornaliero del fabbisogno energetico del nostro paese.

Sarroch è una cittadina nera, e non sto parlando degli abitanti che posseggono una cortesia squisita, ma dell’atmosfera che si respira e si percepisce nell’aria. Le mura delle case vanno tinteggiate costantemente e raramente ci si può concedere una sigaretta o due.

La Saras è un’industria infinita. Per raggiungere le varie sezioni ci si sposta in macchina, visto il consistente spazio che andrebbe percorso. Da lontano appare come un agglomerato di luci e metallo, un pugno nell’occhio del magnifico panorama sardo.

Sarroch è un paese nato per gli operai che lavorano in questo stabilimento esattamente come avveniva nel passato dove sorgevano analoghi centri nei pressi delle miniere o di altre zone ad alta densità occupazionale.

Un sito segnato dalla presenza di questa monumentale industria che monopolizza ogni cosa.

Sappiamo benissimo che l’Italia richiede questa tipologia di impianti per le proprie esigenze eppure non si può provare nessun comprensivo sentimento nei confronti di un mostro d’acciaio che pur dando lavoro a numerosissime famiglie richiede spesso dei tributi umani in cambio. Spesso questi sacrifici coinvolgono giovani e giovanissimi, strappati ai loro affetti da un destino frettoloso e precipitoso.

La sicurezza sul lavoro è una prerogativa che più non può aspettare. Nessuna agevolazione legislativa deve essere più concessa a spietati datori di lavoro, pronti ad approfittare di ogni spiraglio concesso dalla legge per allentare i cordoni della spesa per la sicurezza delle loro industrie.

Questa ennesima tragedia non deve essere dimenticata in un batter di ciglia, dato che della Tyssen e degli altri emblematici e recenti casi quasi non è rimasta traccia nell’insulsa informazione italiana. Puniamo chi si macchia di colpevolezze evidenti, mandando a morire persone per il risparmio di un pugno di euro. Colpiamo ogni singolo truffaldino imprenditore che non impone strutture lavorative adeguate alla protezione dei dipendenti, che tralascia la manutenzione degli strumenti, che viola ogni diritto per i lavoratori con la minaccia del licenziamento. I sindacati facciano realmente sentire la loro voce, rinunciando alla loro recente e penosa imitazione dei partiti politici attuali. Tornino ad occuparsi della gente e dei loro problemi stando a loro contatto quotidianamente. Ristabiliscano ponti di dialogo con i partiti senza però vendersi per mantenere la poltrona.

L’Italia ancora una volta deve dimostrare che è disposta a far di tutto pur di salvare i propri figli invece che limitarsi a piangere per pochi giorni sulle loro tristi tombe.



Alessandro Frau



0 commenti:

Post più recente Post più vecchio Home page

Blogger Template by Blogcrowds